Erchemperto, Historia
Langobardorum Beneventanorum
Autore: Erchemperto
Titolo dellopera: Historia
Langobardorum Beneventanorum, a cura di G. Waitz, in Monumenta
Germaniae Historica, Scriptores
rerum Langobardicarum et Italicarum saec. VI-IX, Hannover, 1878, pp.
231-264.
Bibliografia: G. Falco, Erchemperto,
in Id., Albori dEuropa, Roma,
1947, pp. 264-292. H. Taviani-Carozzi, La
principaut lombarde de Salerne (IXe-XIe). Pouvoir et
societ en Italie lombarde mridionale, Roma, 1991, pp. 37-62. M.
Oldoni, Erchemperto, in Dizionario biografico degli Italiani, Roma, 1993, vol. 43, pp.
66-71. In generale, per la storia di Benevento nellalto Medioevo, vedi S.
Gasparri, Il ducato e il principato di
Benevento, in Storia del
Mezzogiorno, II. Il Medioevo,
1, Napoli, 1988, pp. 83-146.
Le
poche notizie disponibili sul monaco cassinese Erchemperto, vissuto nella
seconda met del IX secolo, ci provengono essenzialmente dalla sua opera.
Esse indicano che Erchemperto non aveva condotto una vita ritirata in
monastero, ma aveva svolto vari incarichi per conto del suo cenobio, i quali
lo avevano portato a contatto con la realt del suo tempo. Lo vediamo
infatti alla guida di un convoglio di vettovaglie per il monastero, che fu
vittima di un assalto di alcuni soldati bizantini al soldo del vescovo di
Napoli e soprattutto impegnato in qualit di rappresentante del suo cenobio
a Napoli e presso il papa. Il particolare che egli narri che il conte di
Capua Atenolfo gli aveva confiscato una piccola cella, concessagli dal suo abate e che sembra fosse nelle vicinanze
di Capua, pare suggerire che Erchemperto non avesse sempre vissuto in
monastero.
Nel primo episodio in cui compare Erchemperto, risalente all881, egli
racconta che il conte di Capua Pandonolfo, dopo avere conquistato il castrum,
dove si trovava, lo priv di tutti i beni che gli appartenevano fin dalla
fanciullezza. Questo particolare ha fatto supporre che in quel periodo
Erchemperto non fosse ancora diventato un religioso. In base a questa
ipotesi Erchemperto avrebbe quindi deciso di farsi monaco quando era gi un
uomo maturo e falsa sarebbe dunque la notizia, riportata in unopera
cassinese di circa due secoli dopo, la quale riporta che Erchemperto era
stato messo in monastero dal padre in giovane et.
Per quanto concerne la sua cronaca, essa incompiuta e
riporta avvenimenti che vanno dalla conquista del regno longobardo da parte
di Carlomagno a pressappoco l889. Lambiente quello del principato
di Benevento e delle sue aree limitrofe. Pur essendo Erchemperto un monaco
di Montecassino, il filo conduttore della sua opera non sono le vicende
riguardanti il suo monastero, ma quelle concernenti i signori laici di
quella zona.
La cronaca non ha
alcuna dedica, ma ha la particolarit di cominciare con la dichiarazione
degli intenti dellautore. Erchemperto infatti riferisce che, a differenza
di Paolo Diacono, il quale aveva narrato la storia dei Longobardi senza
descrivere la fine del loro regno, poich tipico dello storico, che
intende raccontare le vicende del proprio popolo, evidenziare esclusivamente
i particolari utili ad aumentarne la sua gloria, non desidera raccontare i
successi dei Longobardi di Benevento, ma come li ottennero gli altri, non la
loro felicit, ma la loro miseria, affinch ci potesse servire da monito
ai posteri.
Erchemperto, Historia Langobardorum Beneventanorum
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